cent’anni fa, una donna sapeva che la sua vita era conclusa nel momento in cui rimaneva incinta. Ma Juliet aveva creduto che occorresse una certa dose di intelligenza, che ci fossero difficoltà da superare. Per qualche tempo apprezzò l’idea di avere una casa, un marito e dei figli, come se si trattasse di cose insolite, di un nuovo sviluppo dell’esperienza umana. Poi quelle cose furono sue, e una sensazione plumbea cominciò a crescerle nelle vene, sempre più intensa man mano che passavano i giorni.
– arlington park, rachel cusk, mondadori, 2007